Libri Acquaviva

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poesia, romanzi, racconti, filosofia

sabato 18 ottobre 2008

Dostoevskij: Attraverso l'inferno (Pagine: 279)

"LA CASA DEI MORTI"

Col racconto della sua vita ci eravamo fermati al punto in cui Dostoevskij parte per la Siberia, per la casa dei morti, come lui chiama la fortezza di Omsk. In questa fase risulta giusta la mia scelta di narrare e la vita e l'opera e il pensiero perchè questa terribile esperienza marchierà a fuoco la sua anima. Ricordiamoci che Dostoevskij è stato condannato a una finta esecuzione poi in second'ordine a quattro anni di lavori forzati più quattro anni di servizio obbligatorio in un battaglione di linea nella Siberia occidentale. Ed egli parte, manco a farlo apposta, pochi minuti prima della mezzanotte di Natale del 1849.
Per questo romanzo Dostoevskij usa un artificio letterario usato da parecchi scrittori del secolo scorso: il finto ritrovamento di carte di un autore conosciuto o misconosciuto. In questo caso Dostoevskij finge di conoscerlo, ma è un artificio letterario dovuto al fatto che c'è sempre in piena attività la censura ed è una specie di spada di Damocle sull'opera di Dostoevskij stesso.
Se volete usa questo stratagemma per allontanarsi, per defilarsi dalla sua stessa esperienza e quindi per descriverla meglio. Però sapete che lui non e capace di fingere, anche letterariamente, più di tanto, perchè con la sua concezione della letteratura come verità deve per forza scrivere io, e difatti è tutto narrato in prima persona.
Partì, come vi dicevo, la notte di Natale e pare lottò la neve mentre tutti nelle case di Pietroburgo festeggiavano il Natale e vedeva le luci degli alberi di Natale attraverso le finestre, sentiva lo scoppiettio delle bottiglie di champagne che saltavano, e proprio in quel momento Dostoevskij partiva per la Siberia. Il viaggio fu estremamente fastidioso perchè l'intera notte la passò lotto la neve; la slitta era scoperta e ad alcuni compagni di Dostoevskij si congelarono le orecchie e il naso.

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