Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
LUCI DI NATALE
racconti
ACQUAVIVA, 2016
"Aria di Natale per andarcene di nuovo nella convinzione del Bene"
GDA
RACCONTI DI NATALE,
TRISTI E ALLEGRI
dono di Natale
con speciale dedica
a tutti coloro che mi hanno aiutato
e continuano a aiutarmi...
dal sempre vostro GDA
a libera lettura su Google Books:
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lunedì 5 dicembre 2016
Cosimo Damiano Damato LA STANZA SUL PORTO poesie ACQUAVIVA
FAVOLA PER COSIMO
Io guardo la tua anima
e mi sento disincantata
Ci sono donne che hanno inventato
la favola della bruttezza
Ci sono donne che hanno inventato
la favola della bellezza.
Ma il vero mostro
che abbiamo in noi
è la nostra pietà.
La pietà non si compra.
Cosimo, Io e Te siamo amici di pietà nascoste
sappiamo che Maria Vergine
è mostro di castità
Noi vediamo la donna bella
e la osanniamo
ma dentro è piena di brutture nascoste
Ma io e te che siamo brutti e buoni
chissà che mostri siamo
Certamente una nuova specie
che nascerà nel futuro.
ALDA MERINI
CANZONIERE D'AMORE,
DI TERRA E DI MARE
Io guardo la tua anima
e mi sento disincantata
Ci sono donne che hanno inventato
la favola della bruttezza
Ci sono donne che hanno inventato
la favola della bellezza.
Ma il vero mostro
che abbiamo in noi
è la nostra pietà.
La pietà non si compra.
Cosimo, Io e Te siamo amici di pietà nascoste
sappiamo che Maria Vergine
è mostro di castità
Noi vediamo la donna bella
e la osanniamo
ma dentro è piena di brutture nascoste
Ma io e te che siamo brutti e buoni
chissà che mostri siamo
Certamente una nuova specie
che nascerà nel futuro.
ALDA MERINI
CANZONIERE D'AMORE,
DI TERRA E DI MARE
mercoledì 3 febbraio 2016
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'ANGELO DI MILANO poesie ACQUAVIVA
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
L'ANGELO DI MILANO
poesie
ACQUAVIVA, 1999
Poesie metropolitane dagli anni '70
pg. 108
riccamente illustrato a colori
on Google Play:
https://play.google.com/store/books/details/Giuseppe_D_Ambrosio_Angelillo_L_ANGELO_DI_MILANO?id=xSqACwAAQBAJ
L'ANGELO DI MILANO
poesie
ACQUAVIVA, 1999
Poesie metropolitane dagli anni '70
pg. 108
riccamente illustrato a colori
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mercoledì 20 gennaio 2016
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'ANIMA DEL PESCE Ritratto di un Pittore Estone: Tiit Paasuke ACQUAVIVA, 2016
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
L'ANIMA DEL PESCE
Ritratto di un Pittore Estone
Tiit Paasuke
ACQUAVIVA, 2016
"Con un'opera d'arte bisogna avere il comportamento che si ha con un gran signore: mettervisi di fronte e aspettare che ci dica qualcosa".
ARTHUR SCHOPENHAUER
Arte, pensieri e esistenza
di un Maestro della Pittura Estone:
Tiit Paasuke.
L'ANIMA DEL PESCE
Ritratto di un Pittore Estone
Tiit Paasuke
ACQUAVIVA, 2016
"Con un'opera d'arte bisogna avere il comportamento che si ha con un gran signore: mettervisi di fronte e aspettare che ci dica qualcosa".
ARTHUR SCHOPENHAUER
Arte, pensieri e esistenza
di un Maestro della Pittura Estone:
Tiit Paasuke.
venerdì 15 gennaio 2016
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo UN MONDO TUTTO DI FEMMINE favola ACQUAVIVA
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
UN MONDO TUTTO DI FEMMINE
favola
ACQUAVIVA, 2016
"Favola. Una piccola bugia per illustrare qualche importante verità".
AMBROSE BIERCE
UN MONDO TUTTO DI FEMMINE
favola
ACQUAVIVA, 2016
"Favola. Una piccola bugia per illustrare qualche importante verità".
AMBROSE BIERCE
Con le favole molte anime si mettono a guardare.
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mercoledì 2 dicembre 2015
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo NATALE racconto ACQUAVIVA, 2015
NATALE
aveva nevicato per tutto il giorno quella volta e la sera in casa faceva un freddo tale che mi vedevo il fiato mio stesso salirsene al soffitto in sottili volute. non era davvero mai capitato così. sembrava che poco ci mancasse che si mettesse a nevicare addirittura in casa. faceva pure un buio pesto, per strada chissà perché non avevano manco acceso le lampadine pubbliche. in via pecci della vecchia cara Acquaviva. il fatto era che avevamo pure poca legna sulla terrazza quella volta, come se non bastasse. e quindi il camino era spento, per risparmiare.
mio padre Michele era un bel po' che se n'era andato già a letto. e tossì un paio di volte così forte che mi sembrò che tremassero i muri da quella parte. non mi pareva che avesse cenato quella sera. la luce della sua colonnetta era molto fioca e mi sembrava che si fosse ficcato la testa sotto l'imbottita, una coperta massiccia che ogni volta che mi trovavo sotto mi sembrava di soffocare.
era la sera di Natale e io dovevo avere proprio 10 anni. era proprio l'anno della mia quinta elementare, col maestro Clemente Quatraro, che s'era appena operato al fegato. e io pure mi ricordo che non me l'ero mica passata troppo bene quell'anno. il 1965, aiuto!.....
...... .....
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aveva nevicato per tutto il giorno quella volta e la sera in casa faceva un freddo tale che mi vedevo il fiato mio stesso salirsene al soffitto in sottili volute. non era davvero mai capitato così. sembrava che poco ci mancasse che si mettesse a nevicare addirittura in casa. faceva pure un buio pesto, per strada chissà perché non avevano manco acceso le lampadine pubbliche. in via pecci della vecchia cara Acquaviva. il fatto era che avevamo pure poca legna sulla terrazza quella volta, come se non bastasse. e quindi il camino era spento, per risparmiare.
mio padre Michele era un bel po' che se n'era andato già a letto. e tossì un paio di volte così forte che mi sembrò che tremassero i muri da quella parte. non mi pareva che avesse cenato quella sera. la luce della sua colonnetta era molto fioca e mi sembrava che si fosse ficcato la testa sotto l'imbottita, una coperta massiccia che ogni volta che mi trovavo sotto mi sembrava di soffocare.
era la sera di Natale e io dovevo avere proprio 10 anni. era proprio l'anno della mia quinta elementare, col maestro Clemente Quatraro, che s'era appena operato al fegato. e io pure mi ricordo che non me l'ero mica passata troppo bene quell'anno. il 1965, aiuto!.....
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lunedì 26 ottobre 2015
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo IL PANE QUOTIDIANO poesie ACQUAVIVA
nel forno della vita cuoce il pane
e sogna,
brucia ogni peccato
e poi sulla tavola
si offre a noi
con tutta la sua passione,
ricordandoci a volte l'estasi dell'amore
di nostra madre e di nostro padre.
quando presente con l'amore
c'erano i baci
che ci hanno insegnato a camminare,
le attenzioni e le premure
che ci hanno insegnato a parlare.
mentre le lingue dei morti ora
non ci danno proprio niente.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
e sogna,
brucia ogni peccato
e poi sulla tavola
si offre a noi
con tutta la sua passione,
ricordandoci a volte l'estasi dell'amore
di nostra madre e di nostro padre.
quando presente con l'amore
c'erano i baci
che ci hanno insegnato a camminare,
le attenzioni e le premure
che ci hanno insegnato a parlare.
mentre le lingue dei morti ora
non ci danno proprio niente.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
sabato 10 ottobre 2015
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo GLI ULIVI DI ACQUAVIVA Acquaviva
NOE' E IL RAMOSCELLO D'ULIVO
Dopo il diluvio universale, quando le acque si ritirarono e l'arca si fu adagiata sulla vetta di un altissimo monte, si dice il monte Ararat, nell'attuale Turchia, Noè mandò un corvo a perlustrare la terra per assicurarsi che Dio avesse cessato con la sua ira verso gli uomini e così decidere di mandare liberi i suoi e tutti gli animali che se ne stavano con lui ancora al sicuro. Ma il corvo non tornò, preso dal suo egoismo, non ritenne utile tornare per dare la buona nuova ai suoi compagni, per questo il corvo è segno di malaugurio ancora oggi. Così Noè, perse tutte le speranze che il corvo tornasse, mandò in volo la colomba che poi tornasse lei a dire cosa aveva visto in giro per il mondo. E la colomba tornò, dopo non molto, con un ramoscello di ulivo nel becco, a significare che la vita era ripresa sulla terra e che Dio aveva cessato nella sua ira contro gli uomini e mandava il ramoscello di ulivo in segno di pace e di bene per le sue creature. Così Noè abbassò i ponti levatoi alla sua arca e mandò tutti liberi per il mondo, sia tutti gli animali che tutti gli uomini che erano con lui.
E ancora oggi, ragazzi, il ramoscello di ulivo è un segno di pace per tutti i popoli della terra e per tutti gli uomini di buona volontà
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
Dopo il diluvio universale, quando le acque si ritirarono e l'arca si fu adagiata sulla vetta di un altissimo monte, si dice il monte Ararat, nell'attuale Turchia, Noè mandò un corvo a perlustrare la terra per assicurarsi che Dio avesse cessato con la sua ira verso gli uomini e così decidere di mandare liberi i suoi e tutti gli animali che se ne stavano con lui ancora al sicuro. Ma il corvo non tornò, preso dal suo egoismo, non ritenne utile tornare per dare la buona nuova ai suoi compagni, per questo il corvo è segno di malaugurio ancora oggi. Così Noè, perse tutte le speranze che il corvo tornasse, mandò in volo la colomba che poi tornasse lei a dire cosa aveva visto in giro per il mondo. E la colomba tornò, dopo non molto, con un ramoscello di ulivo nel becco, a significare che la vita era ripresa sulla terra e che Dio aveva cessato nella sua ira contro gli uomini e mandava il ramoscello di ulivo in segno di pace e di bene per le sue creature. Così Noè abbassò i ponti levatoi alla sua arca e mandò tutti liberi per il mondo, sia tutti gli animali che tutti gli uomini che erano con lui.
E ancora oggi, ragazzi, il ramoscello di ulivo è un segno di pace per tutti i popoli della terra e per tutti gli uomini di buona volontà
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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