Libri Acquaviva

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poesia, romanzi, racconti, filosofia
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mercoledì 25 settembre 2013

Elvira Del Rosso COME I FILI DI UNA TELA romanzo autobiografico ACQUAVIVA



ATTO PRIMO.
Gaie gioiose, nostalgiche, allegre, felici, pensierose, dolorose, talora drammatiche, ma sempre vivaci, s'inchinano alla ribalta della sua vita di oggi.
Lei vive nel presente. Non c'è preoccupazione per il futuro: i suoi novant'anni la premuniscono anzi, la rassicurano.
Era stata ideatrice e disegnatrice di stoffe, il suo lavoro per la "michetta": meglio che essere una mediocre pittrice.
Un misterioso filo aveva ordito di trame diverse la sua tela. Scampoli di leggeri lini, ruvide stoffe, sete di gioioso oro, broccati, velluti di profondo viola, frammista talora a nere tele slabbrate e stracci, stracci irrecuperabili...
Irrecuperabili? No, mai dire "Oramai! Arrendersi? Perchè è tanto difficile, faticoso, il combattere? Avanzare sino alla fine della vita: La divina Speranza. La costa fatta di scogli a picco sul mare, si disegna in piccole baie laggiù sino al Magra. Un bianco merletto di schiuma si frange in candidi spruzzi, rumoreggiando. Lei contempla dall'alto della sua magica casa. Da lontano, da molto lontano nel campo, arriva un rumore inquietante.

venerdì 10 maggio 2013

Alessandro Manzoni I PROMESSI SPOSI romanzo ACQUAVIVA



That branch of the lake of Como, which extends towards the south, is enclosed by two unbroken chains of mountains, which, as they advance and recede, diversify its shores with numerous bays and inlets. Suddenly the lake contracts itself, and takes the course and form of a river, between a promontory on the right, and a wide open shore on the opposite side. The bridge which there joins the two banks seems to render this transformation more sensible to the eye, and marks the point where the lake ends, and the Adda again begins - soon to resume the name of the lake, where the banks receding afresh, allow the water to extend and spread itself in new gulfs and bays. 

The open country, bordering the lake, formed of the alluvial deposits of three great torrents, reclines upon the roots of two contiguous mountains, one named San Martino, the other, in the Lombard dialect, Il Resegone, because of its many peaks seen in profile, which in truth resemble the teeth of a saw so much so, that no one at first sight, viewing it in front (as, for example, from the northern bastions of Milan), could fail to distinguish it by this simple description, from the other mountains of more obscure name and ordinary form in that long and vast chain. For a considerable distance the country rises with a gentle and continuous ascent; afterwards it is broken into hill and dale, terraces and elevated plains, formed by the intertwining of the roots of the two mountains, and the action of the waters. The shore itself, intersected by the torrents, consists for the most part of gravel and large flints; the rest of the plain, of fields and vineyards, interspersed with towns, villages, and hamlets: other parts are clothed with woods, extending far up the mountain. 

Lecco, the principal of these towns, giving its name to the territory, is at a short distance from the bridge, and so close upon the shore, that, when the waters are high, it seems to stand in the lake itself. A large town even now, it promises soon to become a city. At the time the events happened which we undertake to recount, this town, already of considerable importance, was also a place of defence, and for that reason had the honour of lodging a commander, and the advantage of possessing a fixed garrison of Spanish soldiers, who taught modesty to the damsels and matrons of the country; bestowed from time to time marks of their favour on the shoulder of a husband or a father; and never failed, in autumn, to disperse themselves in the vineyards, to thin the grapes, and lighten for the peasant the labours of the vintage... 

ALESSANDRO MANZONI

in italiano on www.books.google.com 

lunedì 29 aprile 2013

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'EBREO NELLA NEVE romanzo ACQUAVIVA

   "La neve va e viene
ma l'Ebreo è sempre là".
PROVERBIO YIDDISH
.
    "Impossibile restare indifferenti alla lettura di un romanzo di Giuseppe D’Ambrosio e anche questo ultimo suo lavoro non fa eccezione.
   Ci troviamo ad attraversare un impetuoso flusso che potremmo definire di “memoria” dalle differenti correnti che ci conducono ad approdare, talvolta, ma non sempre, nell’ isola dell’infanzia e della giovinezza dell’autore, dove vengono svelati ricordi, immagini, voci, dei genitori, dei fratelli, degli amici, dei compagni di scuola, tutti, mai dimenticati.
   Il romanzo è costruito su differenti piani, ma collegati da un filo rosso che occorre saper afferrare per poter tenere l’orientamento nel fantasmagorico labirinto della scrittura, si inaugura così fin dalle prime battute questo gioco al perdersi e ritrovarsi che prosegue senza interruzione, appena un attimo prima eravamo seduti a conversare con un improbabile personaggio ebreo in un quartiere della vecchia Milano e l’istante successivo eccoci negli assolati e gioiosi vicoli e piazze della amata Acquaviva!
   Questo déplacement, però non si limita alla dimensione dello spazio, ma viene a toccare anche quella del tempo, esattamente come accade in certi processi di pensiero caratterizzati da un potente metonimia.
   Il lettore si trova dinanzi a vertiginosi “punti di fuga” che potrebbero evocare non solo certe opere di pittura astratta, ma soprattutto alcuni pezzi musicali, barocchi e jazzistici ad un tempo, per cui l’intero romanzo è pittorico e musicale contemporaneamente, come ibridato con una suprema “maestria”.
   Giuseppe D’Ambrosio ha un grande pregio, ovvero, sa essere di una semplicità disarmante e quasi simultaneamente, come tutti i veri artisti, di una sofisticata eleganza, terrestre e aereo nello stesso tempo, così in questo straniante romanzo, straniante perché famigliare e alieno, solare e lunare, di natura cangiante e sfaccettata fino alla vertigine.
   Lo stesso autore a tratti sembra invitarci a seguirlo nelle sue epiche attraversate, affascinanti quelle sotto la neve, su cui ritorneremo, della città di Milano, rigorosamente, a piedi, camminando, e questa camminata rappresenta il momento, il tratto metaforico, di condensazione, di simbolo, del “movimento” a cui il lettore deve sapersi unire per godere appieno di questa opera particolarissima.
   Il fatto che lo scrittore venga spesso scambiato “per un ebreo”, potremmo definirlo un vero e proprio focus del romanzo, invenzione letteraria che giunge a far penetrare fin sotto la pelle l’unheimliche, l’in-domestico, la stranianza, l’estraneità, in cui D’Ambrosio è di volta in volta, di libro in libro, un vero e affermato maestro.
   Quindi “Un ebreo nella neve”, così, il titolo che richiama l’incredibile capitolo che forse riassume in sé tutto il senso del romanzo, capitolo di una straordinaria e commovente bellezza, in cui lo scendere della neve diviene quasi tattile, ci invade fisicamente, animando il paesaggio urbano, divenendo un personaggio di candida purezza.
   Quasi magica la neve, che viene a portar via la tristezza, la delusione, la grande malinconia di cui il protagonista è intriso, mentre abbandona una casa, per lui ostile, preferendo inoltrarsi nella notte e in questa neve celeste, che a poco a poco lo ricoprirà completamente.
   Tale è il momento di sintesi del libro, momento che sta a indicare come il sapersi staccare, il saper lasciare, salpare, mollando ogni ormeggio, abbandonando così “la terra ferma” delle sicurezze e delle convenzioni di qualsiasi natura esse siano, ovvero il saper trovare “l’ebreo” in ciascuno di noi, rappresenti una chance impareggiabile, da non rifiutare, mai, vincendo quella paura che talora costringe la nostra nave a stare ferma in porti sicuri, ma opprimenti quella parte della nostra natura più intima che aspira incessantemente a compiere quei passi nel profondo della notte e nella neve più fitta per poter andare incontro al proprio vero destino."
MARIA THERESA VENEZIA
on www.books.google.com

Laura Venezia DI TE DICE LA NOTTE romanzo ACQUAVIVA

   Illustrazione dal romanzo.
...
   "Potevo scegliere se curare la memoria dei corpi o penetrare l'immenso mistero della mente. Fin da bambina adoro ascoltare le persone. Se qualcuno, un giorno, ti consegna una storia, se anche ciò accade in pieno giorno, nel caffè più affollato della città, è come se avesse fatto l'amore con te".
LAURA VENEZIA 

giovedì 8 novembre 2012

Laura Venezia DI TE DICE LA NOTTE romanzo ACQUAVIVA

"La passione 
tinge dei propri colori
tutto ciò che tocca".
BALTASAR GRACIAN

Romanzo d'Amore e di Passione
ricco di Poesia e di Saggezza

Gabriele Prigioni NUBE E LUCE romanzo ACQUAVIVA

   Era l'alba. Il profumo della terra umida, ancora non aveva assorbito tutta l'acqua caduta con le abbondanti piogge dei giorni precedenti, intenso e unico aveva accompagnato madre Onofria, badessa delle monache Umiliate, suore che avevano il loro monastero a Castagnedo, durante tutto il viaggio. La religiosa, quella mattina, afflitta da un problema di importanza superiore rispetto alle beghe, riguardo ai confini e all'utilizzo delle falde acquifere, sorte con le monache del cenobio di Santa Margherita, indossando l'abito color cenere dell'Ordine, cavalcando un ciuco che a fatica avanzava: le zampe affondavano nel terreno rallentando la marcia dell'animale, decisa a chiedere aiuto, si era messa in viaggio per Milano...
GABRIELE PRIGIONI
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Romanzo storico sulle vicende che legarono Napo Torriani e i frati dell'Abbazia di Chiaravalle di Milano.
Nuova Edizione Illustrata
con 30 acquarelli a colori
sui fatti e i personaggi storici
del Romanzo.

mercoledì 23 marzo 2011

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo UN PICCOLO CRISTO DA NULLA romanzo ACQUAVIVA

"... C'era chi lo prendeva per un mendicante, chi per un pazzo, chi per un idiota. Chi ancora per un mendicante pazzo e idiota tutt'insieme. Lui certo non andava vestito bene: la maglietta giallastra, le scarpe luride, i pantaloni sgualciti. Nonostante questo qualcuno lo trovava simpatico, altri inquietante, altri ancora un'anima forte..."
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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"G.D. Angelillo è un ottimo romanziere perchè sa narrare in maniera incredibile fatti realmente accaduti. E' un vero romanziere perchè dice le cose con assoluta verità".
ALDA MERINI
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http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
http://soldatorock.blogspot.com/ 

venerdì 4 marzo 2011

Gianluca Frazzoni 496 romanzo Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA

"Il cuore dell'uomo
trabocca sempre di lacrime amare".
FLAUBERT
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Una storia d'amore durata 496 giorni, finita per insormontabili questioni affettive e superata grazie alla psicoanalisi.
http://www.libriacquaviva.org/