Libri Acquaviva

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poesia, romanzi, racconti, filosofia
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giovedì 17 settembre 2015

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo MILAN BLUS BANN romanzo ACQUAVIVA, 2015 edizione economica in volume unico, pg. 1382

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
MILAN BLUS BANN
romanzo
ACQUAVIVA, 2015

edizione economica
in un volume unico
senza illustrazioni
1382 pagine

romanzo su Milano, 
sull'Università Statale, sull'Amicizia,
sulla Filosofia vissuta come verità esistenziale, sull'Utopia sgangherata degli artisti underground,
sulla saggia ironia che ci salva sempre,
qualsiasi cosa accada...
ON GOOGLE BOOKS:
https://books.google.it/books?id=TSyLCgAAQBAJ&dq=milan+blus+bann&hl=it&source=gbs_navlinks_s

mercoledì 11 gennaio 2012

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo BETTY PAGE romanzo ACQUAVIVA

Psicoromanzo di un folle.

Ritratto di un giovane milanese nei tempi disastrati, sia economicamente che socialmente, che stiamo attraversando.

"- Andate da un dottore.
  - Questo lo capisco anche senza che me lo diciate voi, che sono malato, per quanto, veramente, non sappia di che, ma secondo me, son di sicuro cinque volte più sano di voi. Io non vi ho domandato se credete o no all'apparizione dei fantasmi. Io vi ho domandato: credete che ci siano dei fantasmi?"
DOSTOEVSKIJ

1056 pagine 
100 acquarelli a colori di Betty Page
prefazione di Vincenzo Mollica
LIBRO D'ARTE
A UNICA TIRATURA LIMITATA
on GOOGLE BOOKS:
https://play.google.com/store/books/details?id=PueRxargAoYC&rdid=book-PueRxargAoYC&rdot=1&source=gbs_atb&pcampaignid=books_booksearch_atb
http://www.books.google.com/

lunedì 13 giugno 2011

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo UN PICCOLO CRISTO DA NULLA romanzo ACQUAVIVA

- Te la do io la meraviglia del vivere, lurido verme, se non mi restituisci le cento biotte che mi devi. Piccolo Cristo da nulla che sei. - disse Carmelo Fiore.
L'albergo era più o meno al centro di Milano. "Il Cavaliere della Tavola Rotonda", credo si chiamasse. Carmelo Fiore era spaparanzato in un letto di una camera qualsiasi dell'ultimo piano. Venticinque credo che fossero. Non era un uomo cattivo ma aveva la cassa toracica non più grossa di una scatola di scarpe e lui era alto quasi due metri. Sembrava uscito direttamente da un quadro sconosciuto di Modigliani. Il suo soprannome era Shakespeare, perchè era capace di recitare il monologo di Amleto tutto difilato senza nemmeno prendere fiato. Era autore di una sola poesia che declamava a ogni occasione con gran successo. La sapevo a memoria anch'io una volta, quante volte l'avevo sentita, parlava comunque di treni che partivano nella notte e di una faccia triste e delusa che sorgeva in cielo che poi era lui. Se ne stava allampanato sul materasso con le sole mutande, sembrava una statua gotica venuta decisamente male. Fumava una sigaretta francese da un soldo. La testa ce l'aveva a angolo retto appoggiata al muro rispetto al ciocco legnoso del suo corpo di pagliaccio di circo. Sembrava un pupazzo buttato senza cura sul letto. Il cuscino ce l'aveva sotto i piedi puzzolenti e neri. Faceva bene alla circolazione diceva, ma anche darsi una sciacquata alle palle ogni tanto faceva bene alla circolazione, però questo non lo diceva mai. La cenere la buttava direttamente sul pavimento. Il portacenere era invece lindo e pulito sul tavolo vicino la porta. Senza mai spostare la testa incastrata contro il muro faceva però il gesto di lanciare la cenere verso il portacenere dopo una lunga boccata di fumo. Peccato che il tavolino fosse lontano più di sette metri, ma il fatto era che la cenere era tremendamente leggera e così cadeva metà sul letto e metà sul tappeto.
- Estate di merda. - disse poi. - Se queste son le vacanze potete tenervi tutto il resto della mia vita...
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GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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Un personaggio con strani poteri per il semplice fatto che diceva sempre la verità qualunque essa fosse. Gli altri erano comunque sempre sbaragliati e lasciati secchi dalla sua inquietante presenza...
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo PATTUGLIATORE ACROBATICO IN VOLO DI IMPROVVISO PRECIPIZIO romanzo ACQUAVIVA

Era un palazzone sperso nel quartiere di Lambrate. Un casermone come un altro ficcato in una strada secondaria qualsiasi. Negozi di pane, di giornali pornografici, di televisori. Si andava sempre in giro molto volentieri da quelle parti. Un sogno davvero. Una volta quel palazzone era stato un albergo per gran signori e consorti. Lussuoso, brillante, di moda. Ma ne erano passati di anni da quel tempo. Gli anni di Milano poi, che menano e fanno impallidire tutto, anche la faccia illuminata di tutti i santi a faticare sulle facciate delle chiese... Come gli altri della caravona a trottare nelle strade di sotto, d'altronde...
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GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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Uno spaccato di vita metropolitana tra risate, divertimento e mazzate.
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