Federico Garcia Lorca
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mercoledì 16 ottobre 2013
giovedì 9 febbraio 2012
FEDERICO GARCIA LORCA Romanzero gitano ACQUAVIVA
LA SPOSA INFEDELE
a Lydia Cabrera
e alla sua negretta
E io che me la portai al fiume
credendo che fosse signorina,
e invece aveva marito.
Fu la notte di Santiago
e quasi per compromesso.
Si spensero i fanali
e s'incendiarono i grilli.
Alle ultime curve
toccai i suoi seni addormentati
e mi s'aprirono di colpo
come rami di giacinti.
L'amido della sua gonna
mi suonava nelle orecchie
come una stoffa di seta
strappata da dieci coltelli.
Senza luce d'argento alle cime
gli alberi son cresciuti,
e un orizzonte di cani
latrava molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto il suo cespuglio di capelli
feci una fossa nel fango.
Io mi tolsi la cravatta.
Lei si tolse il vestito.
Io il cinturone con il revolver.
Lei i suoi quattro corpetti.
Nè i nardi nè le chiocciole
hanno una pelle tanto fine
nè i cristalli con la luna
rilucono con tanto splendore.
Le sue cosce mi scappavano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco
metà piene di freddo.
Quella notte corsi
il migliore dei cammini
montando una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce dell'intelligenza
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e di sabbia
io me la portai dal fiume.
Con il vento si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai come quello che sono.
Come un puro gitano.
Le regalai un cestino
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era signorina
quando la portavo al fiume.
FEDERICO GARCIA LORCA
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
edizione rilegata a mano
del dicembre 1990.
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
a Lydia Cabrera
e alla sua negretta
E io che me la portai al fiume
credendo che fosse signorina,
e invece aveva marito.
Fu la notte di Santiago
e quasi per compromesso.
Si spensero i fanali
e s'incendiarono i grilli.
Alle ultime curve
toccai i suoi seni addormentati
e mi s'aprirono di colpo
come rami di giacinti.
L'amido della sua gonna
mi suonava nelle orecchie
come una stoffa di seta
strappata da dieci coltelli.
Senza luce d'argento alle cime
gli alberi son cresciuti,
e un orizzonte di cani
latrava molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto il suo cespuglio di capelli
feci una fossa nel fango.
Io mi tolsi la cravatta.
Lei si tolse il vestito.
Io il cinturone con il revolver.
Lei i suoi quattro corpetti.
Nè i nardi nè le chiocciole
hanno una pelle tanto fine
nè i cristalli con la luna
rilucono con tanto splendore.
Le sue cosce mi scappavano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco
metà piene di freddo.
Quella notte corsi
il migliore dei cammini
montando una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce dell'intelligenza
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e di sabbia
io me la portai dal fiume.
Con il vento si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai come quello che sono.
Come un puro gitano.
Le regalai un cestino
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era signorina
quando la portavo al fiume.
FEDERICO GARCIA LORCA
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
edizione rilegata a mano
del dicembre 1990.
http://www.libriacquaviva.org/
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mercoledì 26 ottobre 2011
Federico Garcia Lorca 4 SOLDI DI SORRISI poesie per bambini ACQUAVIVA
SOGNO
Io me ne andavo
in groppa a un caprone.
Il nonno mi parlò
e mi disse:
"E' quello il tuo cammino".
"E' quello!", gridò la mia ombra
travestita da mendicante.
"E' quello d'oro!", dissero
i miei vestiti.
Un grande cigno mi strizzò l'occhio
dicendo: "Vieni con me!"
E una serpe mordeva
il mio saio di pellegrino.
Guardando il cielo pensavo:
"Io non ho cammino.
Le rose della fine
saranno come quelle del principio".
Si trasforma in nebbia
la carne e la rugiada.
Il mio cavallo fantastico
mi porta in un campo rossastro
"Lasciami!", esclamò, piangendo,
il mio cuore pensieroso.
E io lo abbandonai a terra,
pieno di tristezza.
Venne
la notte piena di rughe
e di ombre.
Rischiararono il cammino
gli occhi luminosi e azzurrini
del mio caprone.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
Un piccolo canzoniere del grande poeta spagnolo dedicato interamente ai bambini.
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
Io me ne andavo
in groppa a un caprone.
Il nonno mi parlò
e mi disse:
"E' quello il tuo cammino".
"E' quello!", gridò la mia ombra
travestita da mendicante.
"E' quello d'oro!", dissero
i miei vestiti.
Un grande cigno mi strizzò l'occhio
dicendo: "Vieni con me!"
E una serpe mordeva
il mio saio di pellegrino.
Guardando il cielo pensavo:
"Io non ho cammino.
Le rose della fine
saranno come quelle del principio".
Si trasforma in nebbia
la carne e la rugiada.
Il mio cavallo fantastico
mi porta in un campo rossastro
"Lasciami!", esclamò, piangendo,
il mio cuore pensieroso.
E io lo abbandonai a terra,
pieno di tristezza.
Venne
la notte piena di rughe
e di ombre.
Rischiararono il cammino
gli occhi luminosi e azzurrini
del mio caprone.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
Un piccolo canzoniere del grande poeta spagnolo dedicato interamente ai bambini.
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Federico Garcia Lorca L'AMORE DORME NEL PETTO DEL POETA poesie ACQUAVIVA
IL POETA DICE LA VERITA'
Voglio piangere la mia pena
e te lo dico
perchè tu mi vuoi e mi piangi
in un annottare di usignoli,
con un pugnale, con baci e con te.
Voglio ammazzare l'unico testimone
del'assassinio dei miei fiori
e trasformare il mio pianto
e i miei sudori
in un eterno covone di grano duro.
Che non si esaurisca mai la matassa
del ti voglio mi vuoi, sempre accesa
con sole decrepito e luna vecchia.
Che ciò che non mi dai
e io non ti chiedo
sia per la morte,
che non lascia neppure un'ombra
per la carne fremente.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
Voglio piangere la mia pena
e te lo dico
perchè tu mi vuoi e mi piangi
in un annottare di usignoli,
con un pugnale, con baci e con te.
Voglio ammazzare l'unico testimone
del'assassinio dei miei fiori
e trasformare il mio pianto
e i miei sudori
in un eterno covone di grano duro.
Che non si esaurisca mai la matassa
del ti voglio mi vuoi, sempre accesa
con sole decrepito e luna vecchia.
Che ciò che non mi dai
e io non ti chiedo
sia per la morte,
che non lascia neppure un'ombra
per la carne fremente.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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martedì 14 giugno 2011
Federico Garcia Lorca DIVANO DEL TAMARIT poesie ACQUAVIVA
CASIDA DELLA ROSA
La rosa
non cercava l'aurora:
quasi eterna sul suo ramo,
cercava un'altra cosa.
La rosa
non cercava nè scienza nè ombra:
confine di carne e sogno,
cercava un'altra cosa.
La rosa
non cercava la rosa:
immobile nel cielo
cercava un'altra cosa.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
CANZONIERE DI UN CAMPO.
http://www.libriacquaviva.org/
http://soldatorock.blogspot.com/
La rosa
non cercava l'aurora:
quasi eterna sul suo ramo,
cercava un'altra cosa.
La rosa
non cercava nè scienza nè ombra:
confine di carne e sogno,
cercava un'altra cosa.
La rosa
non cercava la rosa:
immobile nel cielo
cercava un'altra cosa.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
CANZONIERE DI UN CAMPO.
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mercoledì 8 giugno 2011
Federico Garcia Lorca POEMETTI IN PROSA Acquaviva
"SANTA LUCIA E SAN LAZZARO
Giunsi in città quasi a mezzanotte. La brina ballava su un piede solo. "Una ragazza può essere bruna, può essere bionda, ma non deve essere cieca". Questo lo diceva il padrone della locanda a un uomo frazionato brutalmente da una fascia. Gli occhi di un mulo, che dormicchiava vicino alla porta, mi minacciarono come due pugni di giaietto.
- Voglio la stanza migliore.
- Ce n'è una.
- Allora muoviamoci...
... "
.
"La Vita non è Sogno.
Sveglia!"
FEDERICO GARCIA LORCA
.
Mirabili e indimenticabili poemetti in prosa del grande Maestro della Poesia Spagnola: Federico Garcia Lorca.
http://www.libriacquaviva.org/
http://soldatorock.blogspot.com/
Giunsi in città quasi a mezzanotte. La brina ballava su un piede solo. "Una ragazza può essere bruna, può essere bionda, ma non deve essere cieca". Questo lo diceva il padrone della locanda a un uomo frazionato brutalmente da una fascia. Gli occhi di un mulo, che dormicchiava vicino alla porta, mi minacciarono come due pugni di giaietto.
- Voglio la stanza migliore.
- Ce n'è una.
- Allora muoviamoci...
... "
.
"La Vita non è Sogno.
Sveglia!"
FEDERICO GARCIA LORCA
.
Mirabili e indimenticabili poemetti in prosa del grande Maestro della Poesia Spagnola: Federico Garcia Lorca.
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giovedì 14 aprile 2011
Federico Garcia Lorca POETA A NUOVA YORK poesie ACQUAVIVA
VALZER SUI RAMI
Cadde una foglia
e due
e tre.
Un pesce sguazzava nella luna.
L'acqua dorme un'ora
e il mare bianco ne dorme cento.
La dama
era morta sul ramo.
La monaca
cantava dentro il cedro.
La bambina
per mezzo del pino andava alla pigna.
E il pino
cercava la piuma del gorgheggio.
Ma l'usignolo
si lagnava delle sue ferite.
E anch'io
perchè cadde una foglia
e due
e tre.
E una testa di cristallo
e un violino di carta
e la neve sarebbe più forte del mondo
una per una
due per due
e tre per tre.
O duro avorio di invisibili carni!
O golfo senza formiche dell'alba!
Con l'ispirazione dei rami
con l'ahi delle signore,
con il cro-cro delle rane,
con il giallo geo del miele.
Verrà un torso d'ombra
cinto d'alloro.
Il cielo sarà per il vento
duro come una parete
e i rami sradicati
si avvieranno danzando con lui.
Una per una
intorno alla luna
due per due
intorno al sole
e tre per tre
perchè gli avori riposino bene.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
http://www.libriacquaviva.org/
http://soldatorock.blogspot.com/
http://www.books.google.com/
Cadde una foglia
e due
e tre.
Un pesce sguazzava nella luna.
L'acqua dorme un'ora
e il mare bianco ne dorme cento.
La dama
era morta sul ramo.
La monaca
cantava dentro il cedro.
La bambina
per mezzo del pino andava alla pigna.
E il pino
cercava la piuma del gorgheggio.
Ma l'usignolo
si lagnava delle sue ferite.
E anch'io
perchè cadde una foglia
e due
e tre.
E una testa di cristallo
e un violino di carta
e la neve sarebbe più forte del mondo
una per una
due per due
e tre per tre.
O duro avorio di invisibili carni!
O golfo senza formiche dell'alba!
Con l'ispirazione dei rami
con l'ahi delle signore,
con il cro-cro delle rane,
con il giallo geo del miele.
Verrà un torso d'ombra
cinto d'alloro.
Il cielo sarà per il vento
duro come una parete
e i rami sradicati
si avvieranno danzando con lui.
Una per una
intorno alla luna
due per due
intorno al sole
e tre per tre
perchè gli avori riposino bene.
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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lunedì 7 marzo 2011
Federico Garcia Lorca L'AMORE DORME NEL PETTO DEL POETA poesie Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA
"Poesia è la vita
che percorriamo con ansia
aspettando chi guidi
senza meta la nostra barca".
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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che percorriamo con ansia
aspettando chi guidi
senza meta la nostra barca".
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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martedì 1 marzo 2011
Federico Garcia Lorca 4 SOLDI DI SORRISI poesie per bambini Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA
"Nella mattina viva
io volevo essere io.
Cuore."
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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io volevo essere io.
Cuore."
FEDERICO GARCIA LORCA
.
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