Fino a quando ve ne starete da vigliacchi
a far nulla?
Suvvia, quando vi verrà il coraggio, giovani?
Non vi trafigge la vergogna dei vicini,
mostrandovi così deboli?
Per voi c'è la pace
ma la guerra infuria nel paese.
Che si combatti allora
e con l'ultimo fiato
si scagli ancora l'ultima freccia!
Siano onore e gloria agli uomini
che lottano in difesa della patria,
dei figli, della sposa,
contro i nemici!
La morte non arriva se non quando le Parche
l'abbiano filata.
Ognuno si porti avanti,
levando in alto la sua lancia
e sotto lo scudo protegga
il suo cuore coraggioso
alla prima grandinata dei colpi.
Non può sfuggire alla morte l'uomo,
neppure se è generato da stirpi immortali.
Molte volte, fuggendo la mischia
e il fracasso della battaglia,
torna alla propria casa un uomo
e là lo coglie una squallida fine,
senza l'amore e il rimpianto del popolo.
Invece umili e grandi hanno pietà
dell'uomo valoroso che soffre,
e molto lo piangono il giorno che muore.
E da vivo l'eroe è pari a un semidio,
simile a una torre splende grandioso
davanti ai loro occhi,
poichè da solo
compì gesta
come se fosse una moltitudine.
CALLINO DI EFESO
(versione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
giovedì 16 maggio 2013
Ignazio Gori SOSPETTO DI ESSERE VIVO poesie ACQUAVIVA
"Non c'è regalo più gradito
che Dio mi possa fare
se non l'illusione
di credermi migliore".
IGNAZIO GORI
che Dio mi possa fare
se non l'illusione
di credermi migliore".
IGNAZIO GORI
mercoledì 15 maggio 2013
EMILY DICKINSON Io sono nessuno poesia
IO SONO NESSUNO
Io sono nessuno! Chi sei tu?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due...
non dir niente!
Ci bandirebbero, lo sai bene.
Come è orribile essere qualcuno!
Come è osceno, come una rana
che dice il tuo nome
per tutto il giorno
a un pantano in ammirazione.
EMILY DICKINSON
15 maggio 1886
oggi l'anniversario della sua nascita
on www.books.google.com
Io sono nessuno! Chi sei tu?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due...
non dir niente!
Ci bandirebbero, lo sai bene.
Come è orribile essere qualcuno!
Come è osceno, come una rana
che dice il tuo nome
per tutto il giorno
a un pantano in ammirazione.
EMILY DICKINSON
15 maggio 1886
oggi l'anniversario della sua nascita
on www.books.google.com
venerdì 10 maggio 2013
Alessandro Manzoni I PROMESSI SPOSI romanzo ACQUAVIVA
That branch of the lake of Como, which extends towards the south, is enclosed by two unbroken chains of mountains, which, as they advance and recede, diversify its shores with numerous bays and inlets. Suddenly the lake contracts itself, and takes the course and form of a river, between a promontory on the right, and a wide open shore on the opposite side. The bridge which there joins the two banks seems to render this transformation more sensible to the eye, and marks the point where the lake ends, and the Adda again begins - soon to resume the name of the lake, where the banks receding afresh, allow the water to extend and spread itself in new gulfs and bays.
The open country, bordering the lake, formed of the alluvial deposits of three great torrents, reclines upon the roots of two contiguous mountains, one named San Martino, the other, in the Lombard dialect, Il Resegone, because of its many peaks seen in profile, which in truth resemble the teeth of a saw so much so, that no one at first sight, viewing it in front (as, for example, from the northern bastions of Milan), could fail to distinguish it by this simple description, from the other mountains of more obscure name and ordinary form in that long and vast chain. For a considerable distance the country rises with a gentle and continuous ascent; afterwards it is broken into hill and dale, terraces and elevated plains, formed by the intertwining of the roots of the two mountains, and the action of the waters. The shore itself, intersected by the torrents, consists for the most part of gravel and large flints; the rest of the plain, of fields and vineyards, interspersed with towns, villages, and hamlets: other parts are clothed with woods, extending far up the mountain.
Lecco, the principal of these towns, giving its name to the territory, is at a short distance from the bridge, and so close upon the shore, that, when the waters are high, it seems to stand in the lake itself. A large town even now, it promises soon to become a city. At the time the events happened which we undertake to recount, this town, already of considerable importance, was also a place of defence, and for that reason had the honour of lodging a commander, and the advantage of possessing a fixed garrison of Spanish soldiers, who taught modesty to the damsels and matrons of the country; bestowed from time to time marks of their favour on the shoulder of a husband or a father; and never failed, in autumn, to disperse themselves in the vineyards, to thin the grapes, and lighten for the peasant the labours of the vintage...
ALESSANDRO MANZONI
in italiano on www.books.google.com
Dante Alighieri LA DIVINA COMMEDIA Acquaviva
There is a Gentle Thought
There is a gentle thought that often springs
to life in me, because it speaks of you.
Its reasoning about love’s so sweet and true,
the heart is conquered, and accepts these things.
‘Who is this’ the mind enquires of the heart,
‘who comes here to seduce our intellect?
Is his power so great we must reject
every other intellectual art?
The heart replies ‘O, meditative mind
this is love’s messenger and newly sent
to bring me all Love’s words and desires.
His life, and all the strength that he can find,
from her sweet eyes are mercifully lent,
who feels compassion for our inner fires.’
to life in me, because it speaks of you.
Its reasoning about love’s so sweet and true,
the heart is conquered, and accepts these things.
‘Who is this’ the mind enquires of the heart,
‘who comes here to seduce our intellect?
Is his power so great we must reject
every other intellectual art?
The heart replies ‘O, meditative mind
this is love’s messenger and newly sent
to bring me all Love’s words and desires.
His life, and all the strength that he can find,
from her sweet eyes are mercifully lent,
who feels compassion for our inner fires.’
DANTE ALIGHIERI
lunedì 29 aprile 2013
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'EBREO NELLA NEVE romanzo ACQUAVIVA
"La neve va e viene
ma l'Ebreo è sempre là".
PROVERBIO YIDDISH
.
on www.books.google.com
ma l'Ebreo è sempre là".
PROVERBIO YIDDISH
.
"Impossibile restare indifferenti alla lettura di
un romanzo di Giuseppe D’Ambrosio e anche questo ultimo suo lavoro non fa
eccezione.
Ci
troviamo ad attraversare un impetuoso flusso che potremmo definire di “memoria”
dalle differenti correnti che ci conducono ad approdare, talvolta, ma non
sempre, nell’ isola dell’infanzia e della giovinezza dell’autore, dove vengono
svelati ricordi, immagini, voci, dei genitori, dei fratelli, degli amici, dei
compagni di scuola, tutti, mai dimenticati.
Il
romanzo è costruito su differenti piani, ma collegati da un filo rosso che
occorre saper afferrare per poter tenere l’orientamento nel fantasmagorico
labirinto della scrittura, si inaugura così fin dalle prime battute questo
gioco al perdersi e ritrovarsi che prosegue senza interruzione, appena un
attimo prima eravamo seduti a conversare con un improbabile personaggio ebreo
in un quartiere della vecchia Milano e l’istante successivo eccoci negli assolati
e gioiosi vicoli e piazze della amata Acquaviva!
Questo
déplacement, però non si limita alla dimensione dello spazio, ma viene a
toccare anche quella del tempo, esattamente come accade in certi processi di
pensiero caratterizzati da un potente metonimia.
Il
lettore si trova dinanzi a vertiginosi “punti di fuga” che potrebbero evocare
non solo certe opere di pittura astratta, ma soprattutto alcuni pezzi musicali,
barocchi e jazzistici ad un tempo, per cui l’intero romanzo è pittorico e
musicale contemporaneamente, come ibridato con una suprema “maestria”.
Giuseppe
D’Ambrosio ha un grande pregio, ovvero, sa essere di una semplicità disarmante
e quasi simultaneamente, come tutti i veri artisti, di una sofisticata
eleganza, terrestre e aereo nello stesso tempo, così in questo straniante
romanzo, straniante perché famigliare e alieno, solare e lunare, di natura
cangiante e sfaccettata fino alla vertigine.
Lo
stesso autore a tratti sembra invitarci a seguirlo nelle sue epiche
attraversate, affascinanti quelle sotto la neve, su cui ritorneremo, della
città di Milano, rigorosamente, a piedi, camminando, e questa camminata
rappresenta il momento, il tratto metaforico, di condensazione, di simbolo, del
“movimento” a cui il lettore deve sapersi unire per godere appieno di questa
opera particolarissima.
Il fatto
che lo scrittore venga spesso scambiato “per un ebreo”, potremmo definirlo un
vero e proprio focus del romanzo, invenzione letteraria che giunge a far
penetrare fin sotto la pelle l’unheimliche, l’in-domestico, la stranianza,
l’estraneità, in cui D’Ambrosio è di volta in volta, di libro in libro, un vero
e affermato maestro.
Quindi “Un
ebreo nella neve”, così, il titolo che richiama l’incredibile capitolo che
forse riassume in sé tutto il senso del romanzo, capitolo di una straordinaria
e commovente bellezza, in cui lo scendere della neve diviene quasi tattile, ci
invade fisicamente, animando il paesaggio urbano, divenendo un personaggio di
candida purezza.
Quasi
magica la neve, che viene a portar via la tristezza, la delusione, la grande
malinconia di cui il protagonista è intriso, mentre abbandona una casa, per lui
ostile, preferendo inoltrarsi nella notte e in questa neve celeste, che a poco
a poco lo ricoprirà completamente.
Tale è
il momento di sintesi del libro, momento che sta a indicare come il sapersi
staccare, il saper lasciare, salpare, mollando ogni ormeggio, abbandonando così
“la terra ferma” delle sicurezze e delle convenzioni di qualsiasi natura esse
siano, ovvero il saper trovare “l’ebreo” in ciascuno di noi, rappresenti una
chance impareggiabile, da non rifiutare, mai, vincendo quella paura che talora
costringe la nostra nave a stare ferma in porti sicuri, ma opprimenti quella
parte della nostra natura più intima che aspira incessantemente a compiere quei
passi nel profondo della notte e nella neve più fitta per poter andare incontro
al proprio vero destino."
MARIA THERESA VENEZIAon www.books.google.com
Laura Venezia DI TE DICE LA NOTTE romanzo ACQUAVIVA
Illustrazione dal romanzo.
...
"Potevo scegliere se curare la memoria dei corpi o penetrare l'immenso mistero della mente. Fin da bambina adoro ascoltare le persone. Se qualcuno, un giorno, ti consegna una storia, se anche ciò accade in pieno giorno, nel caffè più affollato della città, è come se avesse fatto l'amore con te".
LAURA VENEZIA
...
"Potevo scegliere se curare la memoria dei corpi o penetrare l'immenso mistero della mente. Fin da bambina adoro ascoltare le persone. Se qualcuno, un giorno, ti consegna una storia, se anche ciò accade in pieno giorno, nel caffè più affollato della città, è come se avesse fatto l'amore con te".
LAURA VENEZIA
martedì 12 febbraio 2013
venerdì 25 gennaio 2013
NON FATEMI SCIUPARE QUEL PERFETTO SOGNO
Non fatemi sciupare
quel perfetto sogno
con una macchia aurorale,
ma fatemi aggiustare
la mia notte quotidiana
così che ritorni ancora.
EMILY DICKINSON
a www.books.google.com
quel perfetto sogno
con una macchia aurorale,
ma fatemi aggiustare
la mia notte quotidiana
così che ritorni ancora.
EMILY DICKINSON
a www.books.google.com
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