"Senza la Speranza
è impossibile trovare l'insperato."
ERACLITO
Un commento del Cantico dei Cantici che si spinge in un territorio dove raramente gli scrittori si avventurano: il Sacro nelle sue insondabili profondità.
martedì 20 marzo 2012
Antonella Adamo FOTOGRAFIE POETICHE poesie ACQUAVIVA
"La fotografia è una sfida a quella classe di spiriti non istruiti e ottusi che giudicano le cose soltanto dai contorni".
BAUDELAIRE
Poesie come foto, ritratti alla ricerca della modernità della bellezza lirica.
BAUDELAIRE
Poesie come foto, ritratti alla ricerca della modernità della bellezza lirica.
lunedì 12 marzo 2012
LA NAVE DELLA NOSTRA POESIA di g. d'ambrosio angelillo
Va la nave accarezzando lieve
ogni orizzonte,
una purezza di nome Poesia
la guida con guanti di velluto
sedendo da comandante sul ponte.
Il passato è ormai proibito,
in mare aperto ormai
si riesce a combinare qualcosa
solo sotto la luna del futuro,
o nella splendente luce del giorno
che lentamente già va scorrendo
con quelle ore aggrappate ai pennoni
e quella immagine di sacra libertà
che fa battere forte la follia verde
dei nostri cuori,
sempre a navigare
senza mai un orologio
di triste prosa in tasca.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
www.libriacquaviva.org
www.books.google.com
ogni orizzonte,
una purezza di nome Poesia
la guida con guanti di velluto
sedendo da comandante sul ponte.
Il passato è ormai proibito,
in mare aperto ormai
si riesce a combinare qualcosa
solo sotto la luna del futuro,
o nella splendente luce del giorno
che lentamente già va scorrendo
con quelle ore aggrappate ai pennoni
e quella immagine di sacra libertà
che fa battere forte la follia verde
dei nostri cuori,
sempre a navigare
senza mai un orologio
di triste prosa in tasca.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo A QUANTO VA LA CARNE DEL POVERO GRECO OGGI? racconto ACQUAVIVA
"I soldi sono una cosa seria.
Qualcuno è convinto persino
che parlino".
CHARLES BUKOWSKI
"Passare per uno che tiene
più al denaro che agli amici,
cosa mi potrebbe capitare di peggio?"
PLATONE
Tre speculatori in Borsa
giocano con i destini dei popoli
come se stessero a giocare a ramino.
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Qualcuno è convinto persino
che parlino".
CHARLES BUKOWSKI
"Passare per uno che tiene
più al denaro che agli amici,
cosa mi potrebbe capitare di peggio?"
PLATONE
Tre speculatori in Borsa
giocano con i destini dei popoli
come se stessero a giocare a ramino.
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mercoledì 29 febbraio 2012
Renato Fucini ALL'ARIA APERTA racconti ACQUAVIVA
"Non c'è spettacolo più bello
a questo mondo
di un contadino che lavora in pace
il suo campo nel sole".
Scene e macchiette di contadini toscani
nella loro splendida campagna.
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a questo mondo
di un contadino che lavora in pace
il suo campo nel sole".
Scene e macchiette di contadini toscani
nella loro splendida campagna.
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Gabriele Prigioni NOTTURNO D'AMORE romanzo ACQUAVIVA
"La tristezza mi ha preso, perchè?
Neppure la musica oggi mi consola,
è già notte tarda, e non ho voglia di dormire.
Non so cosa mi manca, e ho già vent'anni."
FRYDERYK CHOPIN
I dubbi, gli Amori, le Passioni,
del grande musicista
Fryderyk Chopin
e della futura scrittrice
Aurore Dupin
in un magistrale romanzo
dello studioso e scrittore
Gabriele Prigioni.
Neppure la musica oggi mi consola,
è già notte tarda, e non ho voglia di dormire.
Non so cosa mi manca, e ho già vent'anni."
FRYDERYK CHOPIN
I dubbi, gli Amori, le Passioni,
del grande musicista
Fryderyk Chopin
e della futura scrittrice
Aurore Dupin
in un magistrale romanzo
dello studioso e scrittore
Gabriele Prigioni.
IL POETA di Emily Dickinson
Questo era il Poeta,
è quello che distilla sensi meravigliosi
da ordinari significati,
e essenze così immense
da specie familiari
che muoiono sulla porta,
noi ci meravigliamo che non siamo stati noi
a coglierli prima.
Il dischiusore delle immagini
è lui, il Poeta,
e ci elegge per contrasto
a una povertà che mai cessa.
Così incosciente di tanta ricchezza
il furto non può turbarlo,
Lui con se stesso, è una fortuna
esteriore al Tempo.
EMILY DICKINSON
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
www.libriacquaviva.org
www.books.google.com
è quello che distilla sensi meravigliosi
da ordinari significati,
e essenze così immense
da specie familiari
che muoiono sulla porta,
noi ci meravigliamo che non siamo stati noi
a coglierli prima.
Il dischiusore delle immagini
è lui, il Poeta,
e ci elegge per contrasto
a una povertà che mai cessa.
Così incosciente di tanta ricchezza
il furto non può turbarlo,
Lui con se stesso, è una fortuna
esteriore al Tempo.
EMILY DICKINSON
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
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Giovanna Pepe GRANDINE poesie ACQUAVIVA
"Sono dura e ruvida
perchè ho paura,
perchè mi sciolgo."
GIOVANNA PEPE
Irruenza e dolcezza nel percorso poetico
di un'Anima bipartita.
perchè ho paura,
perchè mi sciolgo."
GIOVANNA PEPE
Irruenza e dolcezza nel percorso poetico
di un'Anima bipartita.
giovedì 9 febbraio 2012
Sylvia Plath AUTORE DONNA poesie ACQUAVIVA
AUTORE DONNA
Tutto il giorno lei gioca a scacchi con le ossa del mondo:
preferita (mentre improvvisamente la pioggia
comincia a cadere dietro la finestra) lei se ne sta distesa
sui cuscini arrotolati
e mordicchia un occasionale pasticcino di peccato.
Sussiegosa, petto rosa, femminile, lei cura
fantasie di cioccolata in stanze tappezzate roseamente
dove ragazzi alti allisciati bisbigliano crepitanti meledizioni
e la serra inrosa fluttuanti fiori immorali.
I granati sulle sue dita scintillano rapidi
e si riflette sangue attraverso il manoscritto.
Lei medita sul profumo, dolce e malato,
di gardenie che marciscono in una cripta,
e persa in una sottile metafora, si ritrae
dalle grige facce dei bambini che piangono in strada.
SYLVIA PLATH
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
prima edizione del maggio 1993,
seconda edizione maggio 2004.
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
Tutto il giorno lei gioca a scacchi con le ossa del mondo:
preferita (mentre improvvisamente la pioggia
comincia a cadere dietro la finestra) lei se ne sta distesa
sui cuscini arrotolati
e mordicchia un occasionale pasticcino di peccato.
Sussiegosa, petto rosa, femminile, lei cura
fantasie di cioccolata in stanze tappezzate roseamente
dove ragazzi alti allisciati bisbigliano crepitanti meledizioni
e la serra inrosa fluttuanti fiori immorali.
I granati sulle sue dita scintillano rapidi
e si riflette sangue attraverso il manoscritto.
Lei medita sul profumo, dolce e malato,
di gardenie che marciscono in una cripta,
e persa in una sottile metafora, si ritrae
dalle grige facce dei bambini che piangono in strada.
SYLVIA PLATH
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
prima edizione del maggio 1993,
seconda edizione maggio 2004.
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FEDERICO GARCIA LORCA Romanzero gitano ACQUAVIVA
LA SPOSA INFEDELE
a Lydia Cabrera
e alla sua negretta
E io che me la portai al fiume
credendo che fosse signorina,
e invece aveva marito.
Fu la notte di Santiago
e quasi per compromesso.
Si spensero i fanali
e s'incendiarono i grilli.
Alle ultime curve
toccai i suoi seni addormentati
e mi s'aprirono di colpo
come rami di giacinti.
L'amido della sua gonna
mi suonava nelle orecchie
come una stoffa di seta
strappata da dieci coltelli.
Senza luce d'argento alle cime
gli alberi son cresciuti,
e un orizzonte di cani
latrava molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto il suo cespuglio di capelli
feci una fossa nel fango.
Io mi tolsi la cravatta.
Lei si tolse il vestito.
Io il cinturone con il revolver.
Lei i suoi quattro corpetti.
Nè i nardi nè le chiocciole
hanno una pelle tanto fine
nè i cristalli con la luna
rilucono con tanto splendore.
Le sue cosce mi scappavano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco
metà piene di freddo.
Quella notte corsi
il migliore dei cammini
montando una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce dell'intelligenza
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e di sabbia
io me la portai dal fiume.
Con il vento si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai come quello che sono.
Come un puro gitano.
Le regalai un cestino
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era signorina
quando la portavo al fiume.
FEDERICO GARCIA LORCA
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
edizione rilegata a mano
del dicembre 1990.
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
a Lydia Cabrera
e alla sua negretta
E io che me la portai al fiume
credendo che fosse signorina,
e invece aveva marito.
Fu la notte di Santiago
e quasi per compromesso.
Si spensero i fanali
e s'incendiarono i grilli.
Alle ultime curve
toccai i suoi seni addormentati
e mi s'aprirono di colpo
come rami di giacinti.
L'amido della sua gonna
mi suonava nelle orecchie
come una stoffa di seta
strappata da dieci coltelli.
Senza luce d'argento alle cime
gli alberi son cresciuti,
e un orizzonte di cani
latrava molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto il suo cespuglio di capelli
feci una fossa nel fango.
Io mi tolsi la cravatta.
Lei si tolse il vestito.
Io il cinturone con il revolver.
Lei i suoi quattro corpetti.
Nè i nardi nè le chiocciole
hanno una pelle tanto fine
nè i cristalli con la luna
rilucono con tanto splendore.
Le sue cosce mi scappavano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco
metà piene di freddo.
Quella notte corsi
il migliore dei cammini
montando una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce dell'intelligenza
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e di sabbia
io me la portai dal fiume.
Con il vento si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai come quello che sono.
Come un puro gitano.
Le regalai un cestino
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era signorina
quando la portavo al fiume.
FEDERICO GARCIA LORCA
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
edizione rilegata a mano
del dicembre 1990.
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